<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Federica Nocco</title>
	<atom:link href="https://www.federicanocco.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.federicanocco.it</link>
	<description>Atelier di Pedagogia e Arte, Cagliari Sardegna</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 Oct 2025 08:26:40 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.1</generator>

<image>
	<url>https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/cropped-favicon-32x32.png</url>
	<title>Federica Nocco</title>
	<link>https://www.federicanocco.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Mio</title>
		<link>https://www.federicanocco.it/2025/10/17/mio/</link>
					<comments>https://www.federicanocco.it/2025/10/17/mio/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica Nocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2025 08:09:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedagogia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.federicanocco.it/?p=1742</guid>

					<description><![CDATA[Mio]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mio</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.federicanocco.it/2025/10/17/mio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mademoiselles</title>
		<link>https://www.federicanocco.it/2025/10/17/mademoiselles/</link>
					<comments>https://www.federicanocco.it/2025/10/17/mademoiselles/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica Nocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2025 08:04:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.federicanocco.it/?p=1740</guid>

					<description><![CDATA[Mademoiselle Crayon]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mademoiselle Crayon</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.federicanocco.it/2025/10/17/mademoiselles/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Albi Illustrati: Jacominus Gainsborough</title>
		<link>https://www.federicanocco.it/2022/07/01/albi-illustrati-jacominus-gainsborough/</link>
					<comments>https://www.federicanocco.it/2022/07/01/albi-illustrati-jacominus-gainsborough/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica Nocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jul 2022 15:31:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedagogia]]></category>
		<category><![CDATA[7 anni]]></category>
		<category><![CDATA[adulti]]></category>
		<category><![CDATA[Albi Illustrati]]></category>
		<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Leggere]]></category>
		<category><![CDATA[Rébecca Dautremer]]></category>
		<category><![CDATA[Rizzoli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.federicanocco.it/?p=1539</guid>

					<description><![CDATA[&#160; Come le ore felici? Diciamo pure una vita intera! Quella di Jacominus Gainsborough. Le foglie d&#8217;autunno nel parco, la pioggia, la bassa marea. Un capitombolo, un arrivederci sul molo, un buongiorno in un giardino di pietre- Un picnic, qualche gita e l&#8217;ombra fresca sotto il mandorlo. Tutto qui. Una vita. &#160; Oggi parlerò di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1551 aligncenter" src="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/07/B3839F37-E525-4AD1-9446-032378F9C534-300x229.jpeg" alt="" width="300" height="229" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Come le ore felici?</em><br />
<em>Diciamo pure una vita intera!</em><br />
<em>Quella di Jacominus Gainsborough.</em><br />
<em>Le foglie d&#8217;autunno nel parco, la pioggia, la bassa marea.</em><br />
<em>Un capitombolo, un arrivederci sul molo, un buongiorno in un giardino di pietre-</em><br />
<em>Un picnic, qualche gita e l&#8217;ombra fresca sotto il mandorlo.</em><br />
<em>Tutto qui.</em><br />
<em>Una vita.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi parlerò di un <strong>gioiellino </strong>che, al momento, si trova al Primo posto nella mia personale classifica di gradimento degli Albi illustrati.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>IL LIBRO DELLE ORE FELICI DI JACOMINUS GAINSBOURGH</strong> di <strong>Rebecca Dautremer</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1542 aligncenter" src="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/07/F26F7A79-38CA-4A10-B820-61E6BC8AC91D-249x300.jpeg" alt="" width="249" height="300" /></p>
<p>L’Autrice, nell’introdurre l’Albo, si rivolge ai bambini tranquillizzandoli e suggerendogli di non preoccuparsi troppo se non comprendono tutto ciò che vedono e leggono perché per capire alcune cose ci vuole del tempo. E aggiunge che non si tratta di un libro per soli bambini ma anche (e forse soprattutto) per adulti.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Il Libro delle Ore Felici è un libro da condividere tra adulti e bambini</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1543 aligncenter" src="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/07/951EDFCC-B038-4AA0-AB6A-0B373B2CA248-300x180.jpeg" alt="" width="300" height="180" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La storia percorre tutto l’arco dell’esistenza di <strong>Jacominus</strong>, un piccolo coniglietto taciturno e sognatore, venuto al mondo in un giorno qualunque e in un posto qualunque.</p>
<p>I familiari e gli amici del protagonista sono rappresentati nei <strong><em>risguardi</em></strong> e non tutti sono poi citati nel racconto.</p>
<p>L’abbigliamento dei personaggi, le ambientazioni e la tonalità delle tavole rimandano ai tempi passati.</p>
<p>Le tavole illustrate a doppia pagina raccontano gli avvenimenti della vita di Jacominus e sono intervallate<br />
da tavole bianche che rimandano a una dimensione più intima del protagonista, ai suoi momenti di riflessione sulla propria vita. Queste pagine bianche scandiscono la crescita del coniglietto.</p>
<p>All’interno del libro sono presenti tre suggestive pagine in cui ritratti e fotografie, corredati da brevi didascalie, riassumono <strong>la vita</strong> di Jacominus, i suoi ricordi, le sue sensazioni, le sue emozioni, le persone che ha incontrato e che ha atteso…</p>
<p style="text-align: center;"><strong>LE ILLUSTRAZIONI</strong></p>
<p>Le inquadrature e le scene sono studiate con molta cura.<br />
Quando sfoglio l’Albo mi sembra quasi di “cadere” dentro le tavole illustrate. Questo è dovuto al punto di vista originale utilizzato dalla Dautremer, che la rende molto riconoscibile in ogni suo lavoro.<br />
Sia i personaggi che le ambientazioni, a causa di queste inquadrature particolari, molto “cinematografiche”, talvolta provocano in me una sensazione visiva di distorsione. Una bella sensazione di distorsione.<br />
Nelle illustrazioni a doppia pagina la profondità di campo sembra non finire mai perchè gli elementi sono disposti dal vicinissimo al lontanissimo tanto che, in una tavola in particolare, il personaggio più vicino ai miei occhi di osservatrice sembra quasi sfondare la scena.<br />
I personaggi sono spesso collocati in posizioni insolite, come se fossero nascosti, tanto che è necessario soffermarsi a cercarli dentro le tavole illustrate. Sono presenti anche richiami del testo a situazioni o a personaggi che si trovano in pagine precedenti. Questi richiami rendono la lettura dinamica, attiva, invitano alla calma, alla riflessione, a tornare indietro e a scoprire sempre nuovi dettagli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1544 alignright" src="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/07/BCBBD09B-C888-465C-8AD6-EA1AD3843536-300x240.jpeg" alt="" width="300" height="240" /><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1547 alignleft" src="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/07/2B1E2A7E-2ADE-4EAB-A1F8-50533AB5E031-300x235.jpeg" alt="" width="300" height="235" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’Albo è ricco di citazioni artistiche:</p>
<p>una tavola a doppia pagina è piena di particolari e di personaggi e ricorda i dipinti di Bruegel;</p>
<p>un’altra sembra un richiamo a Jack Vettriano e alle sue “luci” sulla spiaggia;</p>
<p>un’illustrazione è caratterizzata da una sorta di disequilibrio: raffigura una scena in cui Jacominus è inquadrato di sbieco, rapito in un vortice insieme a tutti i suoi affetti ed evoca la scena della caduta di Alice nella tana del Bianconiglio.</p>
<p>La bassa marea che arriva fino all’orizzonte, personalmente, mi ricorda Mont Saint-Michel…</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1546 aligncenter" src="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/07/08924A56-29A6-4A57-888F-578F7B33E660-300x224.jpeg" alt="" width="300" height="224" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Perché vale la pena leggere Jacominus?</strong></p>
<p>E’ una storia che ci ricorda che <strong>il senso della vita è la vita stessa</strong>.<br />
L’arco narrativo della storia abbraccia tutta la vita di Jacominus, dalla nascita alla morte. Nella sua esistenza Jacominus non ha fatto niente di “speciale”, nulla di memorabile che possa finire in un quotidiano, in un libro di storia, di letteratura o d’arte.</p>
<p>Jacominus ha vissuto una vita ordinaria, come quella di tanti altri.</p>
<p>Scrive l’Autrice: “<em>Perchè proprio LUI?” Mi chiederai. “Perchè, come ha detto lo stesso Jacominus, la sua vita valeva la pena di essere vissuta. E di conseguenza a me è sembrato che valesse la pena di essere raccontata</em>”.</p>
<p>Ed è proprio qui che risiede lo straordinario: in un mondo in cui conta solo l’apparire, questo Albo ci riporta alla realtà e alla genuinità parlandoci di tenerezza e di bellezza della quotidianità.</p>
<p>Jacominus ci invita a riconsiderare la nostra vita e a guardarla con gli occhi dei bambini che colgono stupiti la vera essenza, l’autenticità e <strong>la magia delle piccole cose</strong>.</p>
<p>A Presto, Federica.</p>
<div class="mt_20 gray min500">
<p>IL LIBRO DELLE ORE FELICI DI JACOMINUS GAINSBOROUGH di Rébecca Dautremer, Rizzoli Editore, 2018</p>
<p>60 pagine</p>
<p>Consigliato dai 7 anni in sù</p>
</div>
<p><a href="https://rizzoli.rizzolilibri.it/libri/il-libro-delle-ore-felici-di-jacominus-gainsborough/">https://rizzoli.rizzolilibri.it/libri/il-libro-delle-ore-felici-di-jacominus-gainsborough/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.federicanocco.it/2022/07/01/albi-illustrati-jacominus-gainsborough/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il legame profondo tra Arte e Natura</title>
		<link>https://www.federicanocco.it/2022/05/05/il-legame-profondo-tra-arte-e-natura/</link>
					<comments>https://www.federicanocco.it/2022/05/05/il-legame-profondo-tra-arte-e-natura/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin_Atelier_2022]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 May 2022 08:26:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.federicanocco.it/?p=1353</guid>

					<description><![CDATA[Gli artisti si sono sempre ispirati alla natura e l’hanno interpretata e rappresentata in modi diversi in base ai propri punti di vista. Lo stesso Claude Monet (1840-1926) affermò di esser diventato pittore grazie ai fiori. Quella tra Pittura e Natura, in particolare, è una relazione molto stretta. Pierre-Auguste Renoir, Claude Monet che dipinge nel suo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Gli artisti si sono sempre ispirati alla natura e l<span class="s1">’</span>hanno interpretata e rappresentata in modi diversi in base ai propri punti di vista.</p>
<p class="p1"><span class="s2">Lo stesso </span>Claude Monet (1840-1926) affermò di esser diventato pittore grazie ai fiori.</p>
<p class="p1">Quella tra <b>Pittura</b> e <b>Natura</b>, in particolare, è una relazione molto stretta.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1355" src="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo2_foto1.jpg" alt="" width="500" height="410" srcset="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo2_foto1.jpg 500w, https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo2_foto1-480x394.jpg 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></p>
<p><i>Pierre-Auguste Renoir, Claude Monet che dipinge nel suo giardino, 1873, olio su tela</i></p>
<p class="p1">Quante volte osservando un fiore, il mare o un tramonto abbiamo pensato di contemplare un’opera d’arte?</p>
<p class="p1">Una volta mi trovavo al Museo delle Belle Arti di Bruxelles davanti a una delle versioni del dipinto surrealista “<em>L’impero delle luci</em>” di Renè Magritte. Il quadro era esposto infondo a una stanza buia ed era illuminato da una piccola luce che faceva risaltare l’opera in tutta la sua magnificenza. Nel contemplarlo da vicino, in quell’ambiente così particolare, ho provato uno stupore e un coinvolgimento emotivo che non riesco a spiegare con le parole. L’unica cosa che posso dire è che ho provato una sensazione di immensità simile a quella che provo quando ammiro un paesaggio naturale mozzafiato.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1356" src="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo2_foto2.jpg" alt="" width="500" height="389" srcset="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo2_foto2.jpg 500w, https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo2_foto2-480x373.jpg 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></p>
<p class="p1"><span class="s1"><span class="Apple-converted-space"> </span></span><i>Magritte, L’empire des lumières, 1961 © Sotheby’s</i></p>
<p class="p1">L’arte è infatti capace di suscitare emozioni contrastanti, di meraviglia o anche d’angoscia, stati d’animo del tutto simili a quelli che possiamo provare davanti alla natura.</p>
<p class="p1"><b>Apprendimenti pieni di significato</b></p>
<p class="p1">Pittura e natura possono contribuire, interagendo tra loro, a sviluppare apprendimenti pieni di significato.<span class="Apple-converted-space">  </span>Per esempio, attraverso l’osservazione e l’analisi delle opere d’arte si può fare divulgazione scientifica con il fine di promuovere nelle persone una maggiore <b>conoscenza</b> dei fenomeni naturali e delle tematiche ambientali, quali l’importanza della tutela della biodiversità.<span class="Apple-converted-space"><br />
</span>Noi uomini siamo animali, non viviamo a prescindere dalla natura ed essa non è un’entità separata da noi. Siamo esseri naturali e conviviamo sul Pianeta Terra insieme a tutti gli altri esseri viventi. Nel corso della nostra storia ci siamo dimenticati di tutto questo e abbiamo assunto via via un approccio antropocentrico che ci ha portato a dominare l’ambiente naturale senza alcun rispetto per la biodiversità e a conseguenti problematiche a danno dell’ambiente naturale e della sopravvivenza del Pianeta.<span class="Apple-converted-space"><br />
</span>La complessità che caratterizza l’arte, fatta di varietà di stili, mezzi, materiali e sensibilità diverse, ci può aiutare nel recupero del concetto di complessità del sistema naturale, nella consapevolezza della varietà, intesa come ricchezza, delle forme di vita che caratterizzano la natura stessa.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1357" src="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo2_foto3.jpg" alt="" width="339" height="362" srcset="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo2_foto3.jpg 339w, https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo2_foto3-281x300.jpg 281w" sizes="auto, (max-width: 339px) 100vw, 339px" /></p>
<p class="p1"><i><span class="Apple-converted-space"> </span>Leonardo Da Vinci, Studio di insetti</i></p>
<p class="p1"><b>Il processo creativo</b></p>
<p class="p1">Il contributo della relazione tra arte e natura non si esaurisce nell’attività di osservazione dell’opera d’arte ma si allarga comprendendo il processo creativo: rappresentare la natura attraverso il disegno e la pittura affina le nostre capacità di osservazione e ci aiuta a rielaborare e fissare le conoscenze.<span class="Apple-converted-space"><br />
</span>Impegnarsi in attività artistiche <strong>stimola immaginazione e creatività</strong>, abilità fondamentali nella risoluzione dei problemi di ogni tipo e, nel caso specifico, nella ricerca di soluzioni sempre nuove per “vincere le grandi sfide ecologiche del futuro” (<i>Marchesini, Natura e Pedagogia</i>).<br />
<strong>Ritrarre la natura dal vivo</strong> ci offre la doppia opportunità di studiarla da vicino e ampliare quindi la nostra conoscenza e comprensione dei fenomeni naturali ma ci permette anche di sperimentare luci, colori e composizione, un pò come facevano gli impressionisti attraverso la pittura <i>en plein air.<span class="Apple-converted-space"><br />
</span></i>Osservando un fiore esposto al sole, per esempio, potremmo accorgerci che le ombre che esso proietta non sono nere (come spesso le dipingiamo) ma sono costituite da sfumature di colori che dipendono dalla luce, dal colore del fiore, dal<b> </b>suo colore complementare e dalle <span class="s1">caratteristiche della superficie su cui è proiettato.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1358" src="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo2_foto4.jpg" alt="" width="500" height="389" srcset="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo2_foto4.jpg 500w, https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo2_foto4-480x373.jpg 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></p>
<p class="p1"><i>Claude Monet, La Passerella Giapponese e la Piscina di Ninfee, Giverny, 1899, Olio su tela, Musée d&#8217;Orsay, Paris </i><i><span class="Apple-converted-space"> </span>Fonte: www.arte.it</i></p>
<p class="p1"><b>Materiali naturali</b></p>
<p class="p1">Anche quando consideriamo i materiali di cui ci serviamo per dipingere possiamo ritrovare il particolare intreccio tra arte e natura in vari modi. Possiamo, per esempio, autoprodurre i mezzi per dipingere attingendo dalla natura e prendendo spunto dai pittori delle epoche passate che estraevano i coloranti dalle piante. Oppure possiamo dedicarci all’affascinante tecnica dell’acquerello perché uno dei suoi ingredienti principali è rappresentato dall’elemento fondamentale per la vita: l’acqua.</p>
<p class="p1">In particolare quando utilizziamo la tecnica del “bagnato su bagnato”, agiamo all’interno di un’esperienza con risvolti inaspettati e non controllabili totalmente: l’acqua danza con il colore e lo porta in giro con sé offrendoci la possibilità di sperimentare ed educarci all’imprevedibilità, caratteristica della vita stessa.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1359" src="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo2_foto5.jpg" alt="" width="500" height="140" srcset="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo2_foto5.jpg 500w, https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo2_foto5-480x134.jpg 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></p>
<p class="p1">Concludo questa riflessione elencando alcuni libri sulla natura:</p>
<p class="p3">Kaatje Vermeire. <b>Il giardino di Monet</b>. Ediz. a colori. Kite edizioni, 2020</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1360" src="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo2_foto6.jpg" alt="" width="320" height="367" srcset="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo2_foto6.jpg 320w, https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo2_foto6-262x300.jpg 262w" sizes="auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px" /></p>
<p class="p1">Samantha Friedman, Cristina Amodeo, Elena Baboni, Alice Keller, <b>Il giardino di Matisse</b>, Fatatrac, 2019</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1361" src="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo2_foto7.jpg" alt="" width="285" height="367" srcset="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo2_foto7.jpg 285w, https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo2_foto7-233x300.jpg 233w" sizes="auto, (max-width: 285px) 100vw, 285px" /></p>
<p class="p1">Chiara Sallemi, Lorenzo Tozzi,<span class="s1"><b> </b><span class="s2">Lucia Scuderi</span>. </span><b>Alberi InCanti</b>, edito da Fulmino, 2020</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1362" src="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo2_foto8.jpg" alt="" width="285" height="367" srcset="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo2_foto8.jpg 285w, https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo2_foto8-233x300.jpg 233w" sizes="auto, (max-width: 285px) 100vw, 285px" /></p>
<p class="p1">Lucia Scuderi. <b>Il giardino delle meraviglie. Storie, segreti, ricette intorno alle piante del Mediterraneo</b>. Donzelli editore</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1363" src="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo2_foto9.jpg" alt="" width="285" height="367" srcset="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo2_foto9.jpg 285w, https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo2_foto9-233x300.jpg 233w" sizes="auto, (max-width: 285px) 100vw, 285px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1">Alla prossima!<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.federicanocco.it/2022/05/05/il-legame-profondo-tra-arte-e-natura/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Albi Illustrati: Tre in tutto</title>
		<link>https://www.federicanocco.it/2022/05/05/albi-illustrati-tre-in-tutto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin_Atelier_2022]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 May 2022 08:25:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedagogia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.federicanocco.it/?p=1343</guid>

					<description><![CDATA[L’Albo che presenterò oggi è proposto in un piccolo formato disposto in orizzontale, è intitolato  “TRE IN TUTTO”, è edito da Orecchio Acerbo, scritto da Davide Calì e illustrato da Isabella Labate. Ho individuato alcune parole chiave che, a mio parere, collegano due Albi illustrati apparentemente molto distanti come “Tre in tutto” e “Un Leone a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">L’Albo che presenterò oggi è proposto in un piccolo formato disposto in orizzontale, è intitolato<span class="Apple-converted-space">  </span>“<strong>TRE IN TUTTO</strong>”, è edito da Orecchio Acerbo, scritto da Davide Calì e illustrato da Isabella Labate.<br />
Ho individuato alcune parole chiave che, a mio parere, collegano due Albi illustrati apparentemente<span class="Apple-converted-space"> </span>molto distanti come “Tre in tutto” e “Un Leone a Parigi” (di cui ho parlato qui <a href="https://www.federicanocco.it/2022/04/28/la-varieta-come-principio-pedagogico/">https://www.federicanocco.it/2022/04/28/la-varieta-come-principio-pedagogico/</a>)<br />
Le <strong>parole chiave</strong> sono importanti perché attraverso possono richiamare alla mente diversi concetti utili a realizzare collegamenti e impostare attività educative interessanti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1344" src="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo1_foto1.jpg" alt="" width="450" height="450" srcset="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo1_foto1.jpg 450w, https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo1_foto1-300x300.jpg 300w, https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo1_foto1-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px" /></p>
<p class="p1">“<strong>Tre in tutto</strong>” parte da un piccolo scrigno dei ricordi e ci racconta una Storia di solidarietà e di spirito unitario tra il Nord e il Sud d’Italia ambientata in un tempo passato in cui chi aveva solo un poco in più lo condivideva con gli altri.<br />
Usando le parole del Cantautore <strong>Francesco De Gregori</strong> potremmo dire che il tema di cui si parla è quello della Nostra Storia.<span class="Apple-converted-space"><br />
</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1345" src="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo1_foto2.jpg" alt="" width="500" height="384" srcset="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo1_foto2.jpg 500w, https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo1_foto2-480x369.jpg 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></p>
<p class="p1">Quest’Albo ha quindi il grande merito di riportare alla <span class="s1"><b>memoria</b></span> una pagina di Storia nazionale, già narrata nel libro “<i>I treni della felicità</i>” di Giovanni Rinaldi e nel film-documentario “<i>Pasta nera</i>” di Alessandro Piva. Attraverso uno sguardo nuovo e originale, l’Albo illustrato parla di <span class="s1"><b>accoglienza</b></span> e ripensa al concetto stesso di famiglia.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-1346 size-full" src="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo1_foto3.jpg" alt="" width="700" height="325" srcset="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo1_foto3.jpg 700w, https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo1_foto3-480x223.jpg 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 700px, 100vw" /></p>
<p class="p1"><b>Tratto da una storia vera</b></p>
<p class="p1">Durante il Secondo Dopoguerra italiano, nonostante la devastazione causata dai bombardamenti e dalla miseria, nel Paese si respirava una grande voglia di Rinascita che si concretizzava anche nell’ospitalità che numerosi lavoratori del Centro-Nord offrivano ai bambini delle più sfortunate famiglie del Sud. “L’Unione delle Donne italiane” e i comitati delle varie città allestirono i “<span class="s1">Treni della felicità</span>”, che tra il 1945 e il 1952, portarono migliaia di bambini in viaggio, dal Sud al Nord, per un’opportunità di riscatto.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">I soggiorni dei bambini al Nord erano temporanei e permettevano alle famiglie del Sud di riorganizzarsi, ricostruire e riprendersi da un periodo di estrema difficoltà per prepararsi a riaccogliere poi i propri figli,<span class="Apple-converted-space"> </span>che nel frattempo avevano trovato accoglienza, nutrimento, accudimento, momenti di spensieratezza e calore.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1347" src="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo1_foto4.jpg" alt="" width="500" height="450" srcset="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo1_foto4.jpg 500w, https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo1_foto4-480x432.jpg 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></p>
<p class="p1">Nell’Albo illustrato, l’autore <strong>Davide Calì</strong> ci accompagna in questa storia del passato in modo delicato e piacevole e dà voce al protagonista ma non ci svela il suo nome, forse per rimarcare il tema dell’esperienza collettiva? O forse per altri motivi che non conosciamo e che hanno risposta solo nella testa, piena di immaginario, dello scrittore.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">Le illustrazioni di <strong>Isabella Labate</strong> sono realizzate con la grafite, attraverso un tratto sfumato, caratteristico dei ricordi.</p>
<p class="p1">Le immagini sono piene di dettagli. I personaggi sono molto espressivi, talmente tanto da sembrare veri.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">L’esperienza collettiva ci viene restituita attraverso l’illustrazione di situazioni di vita quotidiana.</p>
<p class="p1">Talvolta testo e immagini seguono percorsi diversi, raccontando la storia in maniera autonoma e questo ci fa pensare a quel rapporto particolare tra parole e figure presente negli Albi di qualità (di cui ho accennato <span class="s1">qui<a href="https://www.federicanocco.it/wp-admin/post.php?post=598&amp;action=edit">https://www.federicanocco.it/wp-admin/post.php?post=598&amp;action=edit</a></span>).</p>
<p class="p1">Anche in questo racconto, come nel precedente “Un leone a Parigi”, ho individuato dei cenni <strong>fiabeschi</strong> come quelli del viaggio iniziatico: il protagonista si allontana dal suo luogo d’origine e, dopo aver superato le sue paure dell’ignoto, lo affronta e impara a conoscerlo per poi tornare nella sua terra con una nuova consapevolezza.</p>
<p class="p1">E il tema della (non) consapevolezza della propria condizione in questo Albo si esplicita già nelle prime pagine e si sviluppa più avanti, alla fine, quando i protagonisti ritornano nella loro terra d’origine cambiati, cresciuti, con un nuovo punto di vista, con tante nuove esperienze di vita. E’ proprio vero che tutto è relativo.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1348" src="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo1_foto5.jpg" alt="" width="500" height="323" srcset="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo1_foto5.jpg 500w, https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/05/Articolo1_foto5-480x310.jpg 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 500px, 100vw" /></p>
<p class="p1">Attraverso due Albi molto diversi tra loro, “Un leone a Parigi” e “Tre in tutto”, ci siamo resi conto del fatto che uno stesso tema possa essere affrontato in vari modi e che possa essere adattato, sintetizzato e presentato in vari contesti educativi.</p>
<p class="p1">Dal punto di vista educativo questo significa valorizzare le diversità attraverso spunti diversi.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">Dal punto di vista artistico, si può partire da due produzioni così diverse per conoscere e sperimentare,<span class="Apple-converted-space"> </span>nel tempo, strumenti, tecniche, modi di narrazione e di rappresentazione differenti.</p>
<p class="p1">A presto!</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Albi Illustrati: Un Leone a Parigi</title>
		<link>https://www.federicanocco.it/2022/04/28/albi-illustrati-un-leone-a-parigi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin_Atelier_2022]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2022 07:13:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedagogia]]></category>
		<category><![CDATA[Albi Illustrati]]></category>
		<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Beatrice Alemagna]]></category>
		<category><![CDATA[Diversità]]></category>
		<category><![CDATA[Genitori]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Regalo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.federicanocco.it/?p=623</guid>

					<description><![CDATA[Oggi per la rubrica di Arte e Pedagogia presenterò un Albo della scrittrice/illustratrice Beatrice Alemagna.  La Varietà come principio pedagogico  L’enorme varietà degli stili figurativi presenti negli Albi illustrati rappresenta un grande arricchimento a livello pedagogico in merito alle tematiche sulla diversità.  Attraverso lo stile illustrativo dell’Alemagna, il lettore impara a vedere con occhi diversi. La [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Oggi per la rubrica di Arte e Pedagogia presenterò un Albo della scrittrice/illustratrice <strong>Beatrice Alemagna</strong>.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1"><strong><i>La Varietà come principio pedagogico<span class="Apple-converted-space"> </span></i></strong></p>
<p class="p1">L’enorme varietà degli stili figurativi presenti negli Albi illustrati rappresenta un grande arricchimento a livello pedagogico in merito alle tematiche sulla <span class="s1"><b>diversità</b></span>.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">Attraverso lo stile illustrativo dell’Alemagna, il lettore impara a <span class="s2"><b>vedere con occhi diversi</b></span>.<span class="Apple-converted-space"><br />
</span>La prima volta che lessi un suo libro rimasi stranita dal suo stile figurativo, quasi non mi piaceva. In realtà dovevo solo “farci l’occhio”, dovevo abituare il mio sguardo a un tipo di raffigurazione che non mi era familiare.<span class="Apple-converted-space"><br />
</span>E d’altronde ci sono “innamoramenti” che avvengono come colpi di fulmine e altri che hanno bisogno di più tempo.</p>
<p class="p1">Io quel tempo l’ho avuto e adesso aspetto sempre con ansia ogni nuovo libro dell’autrice.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">Le illustrazioni di Beatrice Alemagna ci introducono in una dimensione particolare che denota una grande personalità artistica: il suo segno grafico è molto riconoscibile.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1" style="text-align: center;">Le sue illustrazioni sono belle proprio perché <strong>imperfette</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-606 size-full aligncenter" src="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/Articolo2_foto1.jpg" alt="" width="676" height="578" srcset="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/Articolo2_foto1.jpg 676w, https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/Articolo2_foto1-480x410.jpg 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 676px, 100vw" /></p>
<p class="p1">Non vorrei fare paragoni azzardati, vorrei solo offrire un mio punto di vista: sfogliando i suoi libri talvolta mi viene in mente la ricerca di quel <strong>tratto spontaneo e naturale</strong>, caratteristico dei bambini, nel quale si avventurò per tutta la sua vita Pablo Picasso.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-607 aligncenter" src="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/Articolo2_foto2.jpg" alt="" width="676" height="547" srcset="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/Articolo2_foto2.jpg 676w, https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/Articolo2_foto2-480x388.jpg 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 676px, 100vw" /></p>
<p class="p1" style="text-align: center;">L’Albo illustrato di cui vorrei parlare è “​<strong><i>Un Leone a Parigi</i>​</strong>”, edito in Italia nel 2009 dalla Donzelli editore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-609 aligncenter" src="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/Articolo2_foto4.jpg" alt="" width="676" height="494" srcset="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/Articolo2_foto4.jpg 676w, https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/Articolo2_foto4-480x351.jpg 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 676px, 100vw" /></p>
<h3 class="p1" style="text-align: center;"><i>Il formato</i></h3>
<p class="p3">L’Albo “<span class="s1"><i>Un Leone a Parigi</i></span>” è realizzato con una tecnica mista, è gigante, è disposto in orizzontale e si apre dal basso verso l’alto.<span class="Apple-converted-space"> </span>E’ così organizzato: nel primo <strong><em>risguardo</em></strong> è illustrata la mappa dell’itinerario parigino che dovrà compiere il Leone e, a seguire<span class="s2">, </span>le pagine superiori contengono il testo colorato su uno sfondo bianco, mentre le pagine inferiori sono totalmente occupate dalle illustrazioni.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-610 aligncenter" src="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/Articolo2_foto5.jpg" alt="" width="676" height="494" srcset="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/Articolo2_foto5.jpg 676w, https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/Articolo2_foto5-480x351.jpg 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 676px, 100vw" /></p>
<h3 class="p1" style="text-align: center;"><i>La Storia</i></h3>
<p class="p3">È una storia <strong>surreale</strong> dove si intrecciano <strong>immagini visionarie</strong> e <strong>routine quotidiana</strong>.<span class="Apple-converted-space"><br />
</span>È la storia immaginaria del <b>Leone di Belfort</b>​ (​<i>Frédéric Bartholdi</i>​, <i>1880</i>)​, il famoso monumento di Piazza Denfert-Rochereau, e del <span class="s1"><b>viaggio </b></span>che fece spinto dalla<b> </b>curiosità, dalla <b>noia</b> che provava nella sua Savana e dalla grande voglia di trovare “un lavoro, un amore, un avvenire.”</p>
<p class="p3">Quando però il Leone arriva a Parigi si accorge che la metropoli francese è molto diversa dalla sua terra d’origine e prova all’improvviso un grande senso di <span class="s2"><b>solitudine</b></span>.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-612 aligncenter" src="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/Articolo2_foto6.jpg" alt="" width="676" height="494" srcset="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/Articolo2_foto6.jpg 676w, https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/Articolo2_foto6-480x351.jpg 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 676px, 100vw" /></p>
<p class="p1">Il viaggio, che si evolverà poi in <span class="s2"><b>cambiamento</b></span> e <span class="s2"><b>crescita, </b>è<b> </b></span>rappresentato dall’Autrice attraverso l’uso del colore che vira dai <strong>toni freddi</strong> a quelli <strong>caldi</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-611 aligncenter" src="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/Articolo2_foto7.jpg" alt="" width="676" height="494" srcset="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/Articolo2_foto7.jpg 676w, https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/Articolo2_foto7-480x351.jpg 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 676px, 100vw" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Mi</span> fermo qui, non voglio raccontare il libro né mostrare altre immagini, perché vale la pena scoprirle da sé.</p>
<p class="p1">Vorrei solamente fare delle brevissime riflessioni personali finalizzate a fornire degli spunti per utilizzare questo Albo come strumento in ambito educativo (oltre che consigliarlo come piacevole lettura).</p>
<p class="p3">Il <span class="s2"><b>Leone Migrante</b> </span><span class="s3">ci riporta alla tematica del viaggio analizzata da <b>Vladimir Propp</b> (1895-1970) nel suo libro “<strong><i>Morfologia della fiaba</i></strong>” del 1928, in cui lo studioso collega il mondo simbolico degli antichi riti de</span>l viaggio di iniziazione alla nascita delle <strong>Fiabe</strong>. Secondo Propp la struttura delle fiabe deriverebbe proprio dal viaggio di formazione, irto di ostacoli e paure da superare, che l’iniziato doveva compiere per divenire adulto e realizzare se stesso come essere individuale e sociale.</p>
<p class="p3">Il senso di smarrimento iniziale che il Leone prova appena giunto a Parigi è lo stesso che prova un migrante quando arriva in un paese straniero, è quello che tutti possiamo provare di fronte a una nuova situazione ed è anche assimilabile a ciò che un bambino o un adolescente possono provare durante la crescita. Questo libro ci fa immedesimare negli stati d’animo del Leone spaesato e ci offre uno spunto di riflessione sul tema del cambiamento e ci insegna motore a guardare il mondo da diversi punti di vista per cercare il bello che esiste in tutto <span class="s4">ciò che ci circonda.</span></p>
<p class="p7"><span class="s5">All’interno di un percorso educativo-artistico l’albo “Un Leone a Parigi” ci suggerisce l’uso dei</span> <strong>colori</strong> per esprimere gli <strong>stati</strong> <strong>d’animo</strong>; ci avvicina alla tecnica del <strong>collage</strong> e favorisce la sperimentazione di nuovi linguaggi espressivi; ci invita a superare la paura del cambiamento e a considerare <strong>nuovi</strong> <strong>punti</strong> <strong>di</strong> <strong>vista</strong>; ci guida verso la <strong>bellezza</strong> che si può nascondere dietro alla <strong>diversità</strong>.</p>
<p>Riflettendo sulle tematiche che mi sono state suggerite dalla lettura dell’Albo, ho individuato alcune parole chiave 🗝 il cui significato potrebbe essere sviluppato all’interno di un’attività educativa.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1656 aligncenter" src="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/A416FD3A-AEE6-4BD9-A57A-3A1F4CB14731-300x247.jpeg" alt="" width="300" height="247" /></p>
<p class="p7" style="text-align: center;">A presto! Federica</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>UN LEONE A PARIGI, Beatrice Alemagna, Donzelli editore, 2009</p>
<p>36 pagine</p>
<p>Età consigliata: dai 4 anni</p>
<p><a href="https://www.ibs.it/leone-a-parigi-ediz-a-libro-beatrice-alemagna/e/9788868437015">https://www.ibs.it/leone-a-parigi-ediz-a-libro-beatrice-alemagna/e/9788868437015</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli Albi Illustrati</title>
		<link>https://www.federicanocco.it/2022/04/23/gli-albi-illustrati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin_Atelier_2022]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Apr 2022 09:07:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedagogia]]></category>
		<category><![CDATA[adulti]]></category>
		<category><![CDATA[Albi Illustrati]]></category>
		<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Educatori]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[Genitori]]></category>
		<category><![CDATA[Illustrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Immagini]]></category>
		<category><![CDATA[Leggere]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Maestra]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.federicanocco.it/?p=598</guid>

					<description><![CDATA[“A che serve un libro senza dialoghi né figure?” Illustration by John Tenniel for Lewis Caroll, Alice&#8217;s Adventures in Wonderland, 1865 Benvenuti nel mio nuovo Blog di Arte e Pedagogia! Inizio con il mio primo breve articolo che tratta una tematica molto attinente con l’arte e con la pedagogia: l’Educazione alla lettura, sia dei testi che delle immagini. L’Educazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="font-weight: 400;">“</span><i><span style="font-weight: 400;">A che serve un libro senza dialoghi né figure?</span></i><span style="font-weight: 400;">”</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-599 alignnone" src="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/Articolo1_foto1-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/Articolo1_foto1-300x300.jpg 300w, https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/Articolo1_foto1-150x150.jpg 150w, https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/Articolo1_foto1.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></p>
<p class="p1"><em>Illustration by John Tenniel for<span class="Apple-converted-space"> </span>Lewis Caroll, Alice&#8217;s<span class="s1"> Adventures in </span>Wonderland, 1865</em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Benvenuti nel mio nuovo </span><b><span>Blog</span><span> di Arte e Pedagogia</span></b><span style="font-weight: 400;">!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inizio con il mio primo breve articolo che tratta una tematica molto attinente con l’arte e con la pedagogia: </span><span style="font-weight: 400;">l’Educazione alla lettura, sia dei testi che delle immagini.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">L’Educazione alla lettura delle immagini? Eh sì, perché è vero che impariamo a leggere le parole ma allo stesso modo dovremmo imparare a leggere anche le immagini. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Perché? </strong><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Perché al giorno d’oggi viviamo immersi in stimoli visivi di ogni tipo. E anche se il senso comune ci dice che la visione di troppe figure potrebbe lasciare poco spazio all’immaginazione, io sposerò riflessioni teoriche e studi che affermano il contrario: </span><span style="font-weight: 400;">è possibile fantasticare anche in mezzo all’inflazione di immagini che caratterizza il nostro tempo. Ed è possibile farlo persino senza cercare di competere con gli affascinanti dispositivi multimediali (talvolta dispensatori di prodotti di altissima qualità e utilità) ma semplicemente convivendo con essi. </span><span style="font-weight: 400;">Agendo sulla curiosità dei bambini e degli adulti si possono infatti impostare percorsi di Educazione alla Lettura e all’Immagine in grado di fornire strumenti per imparare a leggere, a interpretare e a distinguere le varie produzioni iconografiche, creando le condizioni per permettere alla fantasia di esprimersi liberamente.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Attraverso percorsi formativi specifici che si basano sull’educazione e la fruizione di stimoli visivi è possibile incentivare l’</span><b>osservazione</b><span style="font-weight: 400;"> che porta a scoprire il mondo, comprenderlo e agire su di esso.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Lo sviluppo della fantasia e della creatività sono requisiti essenziali nella società attuale che cambia velocemente e che necessita di persone capaci di pensare e agire in maniera creativa, innovativa e in grado di muoversi con senso critico nel confine tra la realtà e la fantasia. </span><span style="font-weight: 400;">Molti studi hanno dimostrato che possedere un ricco repertorio iconico consente una più efficace memorizzazione (attraverso le immagini si memorizzano i colori, i paesaggi, le espressioni del volto, le situazioni), un migliore apprendimento e una maggiore </span><b>capacità immaginativa e creativa</b><span style="font-weight: 400;">.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Gli studi di scienze cognitive sull&#8217;argomento mostrano che l’integrazione dei due codici, linguaggio e immagine, impegnano maggiormente le varie capacità cognitive. Il neuroscienziato </span><b>Stanislas Dehaene </b><span style="font-weight: 400;">studiando con la risonanza magnetica il cervello dei matematici ha scoperto che nel momento del ragionamento non si attivano le aree deputate al linguaggio ma piuttosto le aree visive e del pensiero astratto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le immagini sono poi in grado di generare </span><b>suggestioni</b><span style="font-weight: 400;"> che non si possono spiegare attraverso il linguaggio verbale.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-600 aligncenter" src="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/Articolo1_foto2-300x231.jpg" alt="" width="300" height="231" srcset="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/Articolo1_foto2-300x231.jpg 300w, https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/Articolo1_foto2.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p class="p1"><em>Illustrazione di Franco Matticchio tratta dal libro “Ho dimenticato l’ombrello”, Vànvere Edizioni, 2019</em></p>
<h2 class="p1" style="text-align: center;"><i>Le immagini nei libri</i></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-601 aligncenter" src="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/Articolo1_foto3-300x267.jpg" alt="" width="300" height="267" srcset="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/Articolo1_foto3-300x267.jpg 300w, https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/Articolo1_foto3.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il pedagogista <b>Johannes Amos Commenius</b> (1592-1670) scrisse il primo libro illustrato per l’infanzia,<span class="Apple-converted-space">  </span>l&#8217;</span><i>Orbis Sensualium Pictus</i><span class="s1"> che all’epoca fu un testo molto utilizzato per l’educazione dei bambini.<span class="Apple-converted-space">  </span></span>Si tratta di un volume composto da immagini e didascalie che rappresentano e descrivono le cose che esistono al mondo, a cominciare dall’alfabeto. Nella prefazione dell’opera Commenius scriveva:<span class="Apple-converted-space"> </span><i>&#8220;… l&#8217;esercitare assiduamente i Sensi a ben concepire le differenze delle Cose sia un ponere il Fondamento di ogni Sapienza, di ogni Eloquenza, e di ogni giusta, e prudente Azione&#8221;.</i><span class="s1"> E ancora </span><i>“…non vedano Cosa, che non sappiano nominare, né nominino cosa, che non possano mostrare”.<br />
</i>Negli ultimi decenni dell’800 in Inghilterra (e nella seconda metà del ‘900 in Italia) compaiono i primi Albi illustrati moderni caratterizzati dalla particolare <b>connessione tra testo e immagine</b>, costituiti da illustrazioni non più solamente descrittive ma che si fondono con il testo e hanno capacità autonoma di narrare, di raccontare una storia attraverso i continui richiami che avvengono tra figure e parole. <span class="s1">Vi è una differenza tra </span><b>Libro </b>e<b> Albo illustrato</b>: nel primo<span class="s1"> le immagini rappresentano il testo e sono in numero ridotto. L&#8217;</span><b>albo</b><span class="s1"> contiene invece una quantità predominante di immagini che narrano una storia a sé e che può essere anche discordante rispetto al racconto del testo.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-602 aligncenter" src="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/Articolo1_foto4-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" srcset="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/Articolo1_foto4-300x199.jpg 300w, https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/Articolo1_foto4.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p class="p1"><em>Illustrazione di Enrico Mazzanti per Carlo Collodi(1883) “Le Avventure di Pinocchio” edizione Felice Paggi, 1883</em></p>
<p class="p1">Successivamente appaiono i <b>Silent Book</b>, i libri senza parole in cui la narrazione è affidata alle sole immagini collegate fra loro sapientemente e in successione. Si tratta di libri bellissimi che permettono di superare le barriere linguistiche e incoraggiano la partecipazione attiva alla lettura.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-603 aligncenter" src="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/Articolo1_foto5-300x289.jpg" alt="" width="300" height="289" srcset="https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/Articolo1_foto5-300x289.jpg 300w, https://www.federicanocco.it/wp-content/uploads/2022/04/Articolo1_foto5.jpg 415w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p class="p1"><em>Mariana Ruiz Johnson “Mentre tu dormi”, Carthusia</em></p>
<p class="p1">Un’occasione per intraprendere un percorso formativo di Educazione all’Immagine può essere creata attraverso l’utilizzo di <b>Albi illustrati </b>e<b> Silent Book</b> di buona qualità che siano<b> </b>in grado di<b> </b>promuovere la conoscenza degli elementi di base della comunicazione iconica, stimolare l’<b>osservazione</b>, lo <b>stupore</b> e la curiosità, l’interesse per la letteratura e l’arte, il senso estetico e l’immaginazione.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">Esistono dei criteri per scegliere i libri “<i>giusti</i>”?<span class="Apple-converted-space"> </span>Secondo <b>Gianni Rodari</b> (1920-1980) i libri devono essere originali, caratterizzati dal <i>nonsense</i> e devono quindi destare sorpresa; Per <b>Leo Lionni</b> (1910-1999) nell’illustrazione deve esserci anche qualcosa di incomprensibile, di difficile interpretazione, che stimoli l’immaginazione;<br />
Il Pedagogista e Docente all’Accademia di Belle Arti di Bologna <b>Marco Dallari</b> afferma che l’abbinamento tra testo e immagini deve produrre una <i>discordanza di senso</i>. Quando invece l’illustrazione si limita a descrivere un testo o a decorarlo non aggiunge nulla alla storia e può diventare, secondo l’artista <b>Bruno Munari</b> (1907-1998), “<i>ridondante</i>”.<span class="Apple-converted-space">  </span>Nel mio prossimo articolo presenterò un libro che possiede caratteristiche di qualità dal punto di vista formativo, un libro prezioso per la progettazione e la realizzazione di percorsi educativi che stimolino alla riflessione.</p>
<p class="p1">A presto! Federica</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
